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Con lo chef muralista Tonara e Tokyo sono oggi più vicine

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    Galusè e Sol Levante

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    19 May, 2019

L'UNIONE SARDA

Domenica 19 Maggio 2019

Con lo chef muralista Tonara e Tokyo sono oggi più vicine

Nella città più popolosa del mondo, Tokyo, c'è un po' di Tonara. E a Tonara, poco meno di 2000 abitanti, batterà per sempre un po' di Giappone. Il paese di Peppino Mereu ha conquistato cuore, occhi e palato di un muralista e chef di Tokyo, Atsuyoshi Hanazawa, che ha omaggiato la patria di torrone e campanacci con due splendide opere d'arte al centro del paese.
Amore e mistero
Sul muro accanto alla scuola elementare e, lì di fronte, su quello della biblioteca, Atsuyoshi Hanazawa ha dipinto la sua dichiarazione d'amore per Tonara. Una magia quel ritratto di donna che pizzica il suo “saucciu” dai ricami perfetti. La figura disegnata su uno sfondo nero sembra affiorare da un luogo ideale di amore e mistero: «Ho voluto metter qui, accanto al posto in cui i bambini crescono e giocano, una madre che li protegga», spiega mentre con mani abili riporta i colori di Tonara, come se conoscesse il vestiario tradizionale sardo da sempre. Il sole fa il suo giro e sull'altro lato punta i riflettori su tre ragazze bellissime, che prendono quasi vita con i loro corpetti scuri e le gonne rosse, i visi delicati e intensi delle donne di montagna. Atsuyoshi le ha ritratte nella cornice azzurra della fontana di Galusè: «Un luogo di pace assoluta», afferma. Tonara e Giappone, così, hanno fatto i conti. Era il 2013 quando il paese barbaricino sussurrò i suoi segreti ad Atsuyoshi Hanazawa. Rimasto colpito dal sapore morbido e caldo delle sabadas, assaggiate nel ristorante Tharros di Tokyo, lo chef e artista giapponese venne presto in Sardegna, sotto la guida cordiale di Marco Sulis, tour operator di Galusè.
La scoperta
E così sei anni fa scoprì incanti e misteri delle sebadas, nonché della sua variante salata: «Coccoi 'e casu», dice con la sua tenera pronuncia, mentre elenca le pietanze che serve nel suo Seads Flower Caffè, locale specializzato, dopo quella visita in Sardegna, in sebadas e altri piatti tipici sardi.
Il menu sardo
«Preparo anche l'agnello in umido, un'antica ricetta sarda rivisitata secondo il mio sentire nipponico», riferisce all'interprete. «Devo tutto alla mia maestra, Miriam Todde dell'agriturismo Mattalè: è qui che ho iniziato ad amare davvero Tonara e la Sardegna». Atsuyoshi, da quel primo viaggio, torna ogni anno in Sardegna. Mentre in Giappone il suo locale è diventato un centro di promozione dell'Isola. Ma è dopo una visita a San Sperate, pochi mesi fa, che ha deciso di fare il suo regalo a Tonara, i due murales. Oltre che chef che dipinge l'antica tradizione culinaria nostrana con un po' di Asia, Atsuyoshi è un affermato muralista. In Giappone ha realizzato centinaia di murales per ristoranti, programmi televisivi, sfilate di moda, università. «Dipingere è la mia vita, è ciò che ho dentro: non ho altro modo per restituire alla Sardegna quello che mi ha dato, per ridare indietro a Tonara l'amore che mi ha trasmesso per l'arte di farcire una sfoglia sottile con del buon formaggio e di intingere questo prezioso gioiello nei mieli di questa terra incantata», parla senza distogliere gli occhi dalle sue opere, realizzate in soli due giorni.
Il paese ringrazia
«Da oggi Tonara non sarà più la stessa», dice con emozione la sindaca Flavia Loche. «I bambini ogni mattina potranno respirare arte e gentilezza: niente conta di più». Accanto alle belle figure stilizzate, tra tratti indefiniti tipici della calligrafia giapponese e schizzi di colore che sanno di vento, campeggia una scritta: «Giunsi in questi luoghi meravigliosi da un paese molto lontano e trovai amici veri, pronti sempre ad accogliere con animo gentile ed affettuoso». Questo è il messaggio che Atsuyoshi lascia a Tonara. «La Sardegna mi ricorda il Giappone di 50 anni fa, quando tutto era semplice. Le persone, qui, non vanno di fretta: hanno un animo gentile, come lo spirito di Tonara descritto dal suo poeta: per questo qui mi sentirò sempre a casa, un grembo materno dolce e premuroso, che mi culla e mi fa sognare».
Daniela Melis

L'Unione Sarda (Regione, pag.13), 19 maggio 2019